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femminicidio

Femminicidio: cosa significa e da dove deriva questa parola

Femminicidio: una parola aggiunta recentemente nel nostro vocabolario per indicare l’uccisione di una donna per opera del partner o ex.

E’ un neologismo dibattuto in quanto fa riferimento a una specificità del più ampio concetto di omicidio.

Femminicidio non è una parola coniata dalla stampa. Per la prima volta fu utilizzata dalla criminologa Diana Russell nel 1992 nel libro Feminicide.

Fino a quel momento, il termine utilizzato era uxoricidio che deriva dal latino uxor moglie e faceva specifico riferimento all’uccisione della moglie in quanto coniuge.

Non esisteva una parola specifica che facesse riferimento all’uccisione di una donna in quanto tale.

Secondo la Russell le società patriarcali usano il femminicidio come forma di controllo e punizione.  La “colpa” della donna è quella di essersi opposte al potere dell’uomo.

Nel primo rapporto mondiale sul tema del 2012 Rashida Manjoo, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne, dichiara che gli omicidi di genere sono tollerati e socialmente giustificati raggiungendo proporzioni allarmanti in tutto il mondo.

Femminicidio: l’evoluzione del termine

L’antropologa messicana Marcela Lagarde estese per prima il termine femmicidio anche a casi di maltrattamenti e strupri subiti dalle donne sudamericane.

In Italia il termine viene introdotto nel 2008 dalla consulente ONU in materia di violenza di genere, Barbara Spinelli con la pubblicazione di un libro dal titolo: Femminicidio. Dalla denuncia sociale al riconoscimento giuridico internazionale.

Il femminicidio non si configura come un caso isolato, ma come l’ultimo epilogo di un ciclo di violenza.

La linguista Valeria della Valle, linguista e docente all’Università La Sapienza di Roma, spiega in questo video l’origine del termine femminicidio.

 

Il piano giuridico italiano

Da un punto di vista prettamente giuridico per femminicidio si intende l’uccisione della donna per mano del coniuge o ex partner.

Sulla base delle indicazioni proveniente dalla Convenzione del Consiglio d’Europa, fatta ad Istanbul nel 2011, in Italia viene approvata la legge 119/2013 che mira a rendere più aspre le pene per gli autori di violenza.

 

 

uomo violento

Come riconoscere un uomo violento

Uomo violento: come si riconosce?

 L’amore non è mai violenza e chi ci fa credere che tramite la violenza ci ama di più va allontanato immediatamente

Nonostante i centri di ascolto e aiuto per le vittime e un aumento dell’azione punitiva voluta dalla legge sul femminicidio il terribile trend della violenza di genere non tende a diminuire, anzi.

La violenza è trasversale, non è collegata nè ad una condizione economica che culturale. Spesso gli autori di violenza sono uomini colti ma emotivamente immaturi con un problema con il “controllo”.

I maltrattanti non si presentano da subito come violenti, anzi. Si presentano  come una sorta di principe azzurro.

All’inizio della relazione tenderanno a coprire la donna di regali, attenzioni e sorprese.

Ma questo è solo l’inizio perchè pian piano con la confidenza tenderanno a mostrarsi per quello che realmente sono.

Inizialmente l’estrema attenzione può essere frainteso con il bisogno irrefrenabile di controllo.

Facciamo un esempio concreto: mandare innumerevoli messaggi può essere letto come un gesto di attenzione ma potrebbe celare un bisogno di controllo dell’autore di violenza.

Sapere sempre dove e con chi è la donna, cosa fa, che posti frequenta.

Ovviamente questo è solo un esempio e non tutti gli uomini abituati a mandare molti messaggi sono per questo violenti.

L’uomo violento, tenderà a mutare quei comportamenti iniziali da principe azzurro in denigrazione, screditamento, violenza tutte le volte che la donna non si comporta come lui vorrebbe.

 

Le giustificazioni dell’uomo violento

Solitamente alla prima manifestazione di violenza che lascia senza fiato la vittima, ci sono delle frasi e delle scuse ricorrenti:

amore scusa ero arrabbiato non volevo

amore scusa ho fatto una cosa terribile non succederà mai più

amore devi capirmi, mi hai provato e io ho sbagliato

ho fatto questo perchè mi hai fatto arrabbiare, chiunque mi darebbe ragione

 

Gli uomini violenti fanno sentire così in colpa la vittima e responsabili della violenza subita. La donna comincia a perdere fiducia in sè stessa e sentendosi in colpa minimizza o nasconde il problema.

Come salvarsi da un uomo violento

La violenza si combatte rompendo il silenzio. Parlando e chiedendo aiuto ad associazioni come studiodonne onlus.

 

 

Combattere la violenza contro le donne occupandosi dei maltrattanti

​Per sconfiggere la violenza contro le donne non bastano le leggi. E’ il triste dato che abbiamo sotto gli occhi.

I dati parlano chiaro, le violenze nei primi sei mesi dell’anno in corso sono aumentate di circa il 30% in più rispetto allo scorso anno.
Ad uccidere sono quasi sempre, compagni, mariti o ex.
Sia chiaro, una legge ad hoc è importante ma da sola non basta a fermare questo dilagante ondata di violenza.
Un altro dato è altrettanto evidente nel nostro Paese: sono ancora troppo pochi i progetti e i servizi volti al recupero degli uomini violenti.
Sono ad oggi 25 i centri in tutta Italia dedicati ai maltrattanti, per lo più ubicati al centro – nord e sono ancora troppo pochi.

Perché è importante occuparsi di uomini maltrattanti

E’ importante occuparsi di  uomini maltrattanti perché solitamente il comportamento violento si ripete.
La violenza è uno schema che si ripete e purtroppo a  cambiare sono solo i nomi delle vittime.
Quindi occuparsi e attivare percorsi di recupero rivolti ai maltrattanti significa prevenire la replicabilità di un atteggiamento violento.
Significa proteggere altre possibili vittime e nel contempo aiutare i maltrattanti ad uscire dalla spirale della violenza.
A questo link puoi ascoltare l’intervista dell’Avv. Maria Luisa Missiaggia in diretta a Radio Incontro Donna fm 96.8 in cui spiega il motivo per cui ha deciso di fondare studiodonne onlus.
La mission di studiodonne onlus è chiara: aiutare le donne occupandosi del recupero degli uomini violenti.
Il progetto specifico è #perteuomo. Nel sito è attiva una chat anonima attiva h24 a cui gli uomini violenti possono rivolgersi.

Obiettivo 5 dell’Agenda 2030 della Nazioni Unite: Parità di Genere

Il quinto obiettivo dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite vede come traguardo non solo la parità di genere ma anche l’eliminazione di ogni forma di violenza sia nella sfera privata che in quella pubblica.
Il mancato raggiungimento del quinto obiettivo rischia di avere una terribile ricaduta sugli altri 16 obiettivi.
 
12 passi

12 passi per combattere la violenza contro le donne

12 passi per combattere la violenza contro le donne

 

Il metodo dei 12 passi nasce con gli Alcolisti Anonimi ed è oggi diffuso in più di 160 paesi.

L’associazione Alcolisti Anonimi nasce nel 1935 dall’incontro di due ex alcolisti che, per mantenere la propria sobrietà, hanno dato vita ad AA, un’associazione di mutuo aiuto dove chi ha smesso di bere, per mantenersi sobrio, aiuta chi ha difficoltà ad uscire dalla dipendenza.

I 12 passi, sono 12 fasi, un programma di recupero, un percorso spirituale ma anche un cambiamento di stile di vita.

Con il tempo il metodo dei 12 passi è stato esteso anche ad altri tipi di dipendenza: ludopatia, bulimia, dipendenza da sostanze stupefacenti.

Da questa premessa nasce la volontà dell’Associazione Studiodonne di applicare il metodo dei 12 passi agli uomini violenti grazie al progetto #perteuomo

 

I 12 PASSI

I primi tre step: l’affidarsi

  1. Abbiamo ammesso di essere contro per la violenza e che le nostre vite erano diventate ingestibili.
    2. Ora crediamo che un Potere più grande di noi stessi potrebbe riportarci alla sanità mentale.
    3. Abbiamo preso la decisione di trasformare la nostra volontà e le nostre vite in affidamento a Dio quando abbiamo creduto in Dio.

Quarto, quinto, sesto, settimo: guardare dentro sé stessi

  1. Abbiamo Realizzato un inventario morale di ricerca senza paura di noi stessi.
    5. Abbiamo Ammesso a Dio, a noi stessi e ad un altro essere umano la natura esatta dei nostri torti.
    6. Siamo completamente pronti ad avere Dio rimuovere tutti questi difetti di carattere.
    7. Umilmente abbiamo chiesto a Dio di rimuovere i nostri difetti.

Ottavo, nono, decimo, undicesimo, dodicesimo: L’ammenda e il recupero

  1. Abbiamo fatto una lista di tutte le persone che abbiamo danneggiato, e siamo diventate disposte a fare ammenda a tutti loro.
    9. Abbiamo fatto delle ammende dirette a tali persone, laddove possibile, eccetto quando farlo ferirebbe loro o altri.
    10. Abbiamo continuato a fare l’inventario personale e quando abbiamo sbagliato lo abbiamo ammesso immediatamente.
    11. Abbiamo Ricercato attraverso la preghiera e la meditazione per migliorare il nostro contatto cosciente con Dio, come abbiamo creduto in Dio, pregando solo per la conoscenza della volontà di Dio per noi e il potere di portarlo avanti.
    12. Avendo avuto un risveglio spirituale come risultato di questi Passi, abbiamo cercato di portare questo messaggio agli altri e di praticare questi principi in tutti i nostri affari.

 

 

La tutela degli orfani di femminicidio diventa legge

I figli delle vittime di femminidio sono tutelati dalla  legge in vigore dal 16 febbraio 2018. Sono doppiamente orfani, figli di un padre omicida e di una madre assassinata. La nuova tutela si applica ai figli minori e ai maggiorenni non economicamente autosufficienti della vittima di femminicidio. Ecco cosa prevede la legge: Gratuito patrocinio per […]

La violenza come dipendenza affettiva

Il percorso terapeutico ispirato al metodo dei 12 passi e messo in pratica per la prima volta per il recupero delle dipendenze da alcol ben si può adattare ad ogni tipo di dipendenza, anche alla violenza.

Le dipendenze, infatti, non riguardano solo sostanze più o meno stupefacenti, ma possono caratterizzare anche le relazioni.

La violenza ha molte sfaccettature, esiste una violenza che si esercita sul corpo, una violenza psicologica, una violenza emotiva, economica, morale.

Non si parla forse ancora abbastanza di quanto, dietro ai maltrattamenti e ai femminicidi, si nascondano spesso problematiche di dipendenza affettiva

 

Questo scritto del Prof.  Salierno spiega esaustivamente cosa è e come nasce la dipendenza affettiva

 

Nasciamo nel mondo in uno stadio di dipendenza ed impariamo, da subito, da piccoli, il prezzo che dobbiamo pagare per sentirci protetti, amati, al sicuro nelle relazioni. Ora, quando il processo va bene, si interiorizza un’idea buona di dipendenza, dove il prezzo che l’individualità deve pagare per poter stare in una relazione di sicurezza è sufficientemente basso. Quando il processo fallisce, il prezzo pagato diviene altissimo: l’interiorità diviene insicura, timorosa, servile, sempre bisognosa del consenso degli altri; si cercano verifiche, si opera controllo, si esercita violenza o la si subisce, il legame, l’alleanza, il vincolo non sono più vissuti come riparo e custodia ma come fonte di minaccia.

 

(…) In questo senso, ma solo in questo senso, perché in termini morali lo scarto etico tra vittima e carnefice è sostanziale, tra chi la violenza la esercita e chi la subisce non c’è differenza: provengono tutti e due da un fallimento relazionale, tutti e due vivono la dipendenza, il potersi fidare/affidare ad un altro come pericolo. 

 

(Gianfranco Salierno è psichiatra e direttore Csm di Magione)

I centri per uomini maltrattanti nel mondo e in Italia

Nel 1977 nasce Boston Emerge, il primo programma volontario per uomini violenti. Nell’81 a Duluth era seguita l’apertura di un secondo centro. L’importanza dei programmi di intervento per uomini violenti nei confronti di compagne (o ex) è stata riconosciuta ufficialmente dall’ONU solo alla fine degli anni ’90 attraverso la Piattaforma d’azione di Pechino. Il primo […]

Il metodo dei 12 passi per combattere la violenza di genere

Il metodo dei dodici passi prende spunto dall’esprienza pluridecennale degli alcolisti anonimi il cui centro è il lavoro di gruppo e il mutuo aiuto. Il 12 passi rappresentano un metodo di recupero basato su un’esperienza consolidata, 12 passi che aiutano l’alcolista a cambiare stile di vita.   Come nascono gli alcolisti anonimi? Gli Alcolisti Anonimi […]