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La psicologia alla base della relazione violenta

La psicologia alla base della relazione violenta

In diversi articoli di questo blog abbiamo avuto modo di sottolineare che la violenza è trasversale e non fa distinzione di religione, classe sociale, età.

La violenza è qualcosa che si contagia, che si ripropone, che si emula.

Non ci sono cause specifiche e non valgono per tutte le relazioni tuttavia ci sono delle caratteristiche relazionali ricorrenti.

Sappiamo, per esempio, che nella stragrande maggioranza dei casi l’autore di violenza ha una conoscenza profonda della vittima: è il suo ex o il suo partner attuale.

Gli uomini maltrattanti sono solitamente instabili, passando da uno stato d’animo ad un altro in modo repentino, non gestiscono impulsi e frustrazioni.

Hanno uno smisurato bisogno di attenzioni e riconoscimento. Il rimanere soli o sentirsi respinti crea in loro un dolore tagliente e profondo  che facilmente si trasforma in furia.

La perdita del controllo sulla donna è uno dei fattori scatenanti come tristemente ci ricorda la cronaca. Capita per esempio alla donna non vuole accetta una relazione violenta e malata, che con coraggio e forza riesce a prenderne le distanza ma poi viene uccisa.

Incapace di sentirsi davvero alla pari con l’altro faticano a confrontarsi e gestire i conflitti. Solitamente scelgono donne accudenti e dipendenti. Se hanno figli commetteranno l’errore di trasmetter loro che nel mondo c’è uno che comanda che corrisponde all’uomo e una che subisce, la donna.

Un figlio di un uomo violento è ad alto rischio di riproporre lo stesso modello violento del padre, come accennato nelle prime righe dell’articolo.

Stessa cosa vale per donne che hanno avuto padri violenti: il rischio nel loro caso è di trovare un uomo che ripropone la medesima violenza.

In questo articolo parliamo sempre di rischio e di maggiore probabilità che non equivale a certezza.

Una relazione violenta si basa sul principio di non parità tra i due coniugi.

Nel precedente articolo abbiamo già parlato dei vari tipi di violenza che si possono attuare: psicologica, economica e fisica.

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Come aiutare una donna che subisce violenza?

Aiutare una donna che subisce violenza: da dove iniziare

E’ sempre difficile convivere con il sospetto che una persona a cui vogliamo bene possa essere vittima di violenza.

Possiamo provare stati contrastanti, dalla rabbia al dubbio:  chiediamo se sia giusto intervenire sulla base di un solo sospetto e certe remore aumenteranno se conosciamo oltre che la vittima anche il maltrattante (che ai nostri occhi non ha mai avuto comportamenti violenti).

Affrontare un caso di violenza ci impone di entrare in contatto con emozioni forti, ma anche con i nostri pregiudizi e ci impone una scelta.

I segnali di allarme

Una donna che subisce violenza si può riconoscere da alcuni indicatori:

  • psicologici: una donna che subisce violenza esprime paura, panico, depressione, scarsa autostima, agitazione e colpevolizzazione.
  • fisici: contusioni, bruciature, lividi, aborti spontanei, disordini alimentari
  • comportamentali: isolamento sociale, ritardi sul lavoro, racconti incongruenti

 

Cosa fare

La cosa che possiamo fare è chiederglielo apertamente in un momento di tranquillità. La donna deve sentirsi in uno spazio sicuro.

La donna che subisce violenza tenderà a provare vergogna, temere che il compagno o ex lo possa venire a sapere, avrà paura di non essere creduta.

E importante non fare sentire sola la donna, offrire il proprio aiuto senza giudicare.

Evitare di improvvisare consigli e rivolgiti ai professionisti. Non scordare che si tratta di situazioni pericolose e complesse che potrebbero mettere in pericolo anche te se non gestite bene.

 

Come comportarci

Non mettere in dubbio i racconti e non stupirti se emergeranno sentimenti contrastanti della donna verso il maltrattante;

Ricordale che non esiste alcuna giustificazione per violenze e maltrattamenti;

Cerca di capire da quanto tempo la donna subisce violenza, se c’è stata una escalation e se in casa ci sono delle armi.

Non prendere iniziative senza prima averle concordate con la donna. La tua vicinanza e il  tuo sostegno saranno fondamentali in questo momento;

Una delle paure più grandi delle donne è perdere i figli, solitamente l’uomo violento le minaccia dicendole che le farà perdere i figli. Ricordale che non è una cattiva madre.

Dalle il numero di un centro specifico rassicurandola che lì riceverà aiuto e sostegno.

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