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Separarsi con amore si può, arriva la lonely planet dei divorzi

In barba al latino facile dictu difficile factu, ecco una guida concreta per affrontare le separazioni disinnescando i conflitti. Un libro, alla sua seconda edizione (Aracne Editrice, pagine 119, costo euro 13,50; ebook su www.studiodonne.it), che spiega come sia possibile allontanarsi dal partner, in sette passi, senza contrasti e ostilità.

https://www.siciliaedonna.it/notizie-e-attualita/separarsi-con-amore-si-puo-arriva-la-lonely-planet-dei-divorzi/

 

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App anti abusi, molestie e stalking: la tecnologia a favore delle donne

App contro la violenza di genere

App che possono salvare: la tecnologia può fare molto per la violenza di genere, può rispondere prontamente alle richieste di aiuto e/o indirizzare le donne che necessitano di aiuto.

Sono diverse le applicazioni che, grazie alla geolocalizzazione e la rete, riescono ad essere un valido supporto per donne in pericolo. Sono attive h24 e totalmente gratuite, mettono in contatto le donne con i numeri d’emergenza e con i centri antiviolenza più vicini.

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App ufficiale del 112, numero europeo dell’emergenza, connette automaticamente la donna in difficoltà alla centrale 112 più vicina. App adatta sia per android che iOS. Se non si può parlare c’è l’opzione chiamata silenziosa in cui si può indicare il tipo di intervento richiesto.

Quando viene effettuata la chiamata viene inviata automaticamente la posizione.

 

D.i.re

App gratuita e creata dalla rete D.i.re capace di mettere in contatto subito la donna con il centro antiviolenza più vicino. Anche questa app è compatibile per Android e iOS.

Le utenti possono registrarsi anche con profilo anonimo e nella app troveranno anche molte informazioni e la possibilità di creare un’agenda per annotare tutti i vari casi di violenza e maltrattamento subiti utili alla ricostruzione.

Shaw

Shaw è l’acronimo di Soroptimist Help Application Women, una rete internazionale di donne attive in campo di diritti umani diffusa oggi in 130 paesi  per un totale di 176.000 socie. L’app è molto intuitiva e tradotta in 12 lingue.

App disponibile per Android i iOS, dedicata e rivolta alle donne che vogliono denunciare, possono mettersi in contatto con il 112, che con il 1522 numero messo a disposizione dal Dipartimento Pari Opportunità ed attivo dal 2006.

L’app segnala inoltre i centri antiviolenza più vicini e ha diverse sezioni tra cui legge in grado di dare le informazioni basilari di carattere giuridico.

 

Stalking buster 

App prodotta da Fondazione Donna a Milano e Avenade Italy disponibile per Android, iOS e Windows phone. Permette di avere una mappa dettagliata del luogo in cui ci si trova, di chiamare il numero 112, un altro numero precedentemente impostato o lanciare un sms di emergenza con le proprie coordinate inserite.

 

 

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La seconda violenza

Obiettivo principale della nostra associazione è certamente quello di cercare di prevenire, laddove possibile, ogni forma di violenza, ma quando questa accade, il nostro scopo è assolutamente quello di tutelare la vittima.

Ancora troppo spesso ci capita di assistere impotenti ad errori commessi nella fase di acquisizione dei campioni, errori che di fatto possono essere alla base dell’impossibilità del loro utilizzo in ambito giudiziario.

Questa condizione si può verificare anche per un problema di tipo negazionale.

Può accadere che una donna ,ad esempio, riguardo alla violenza subita, neghi l’accaduto, in primis proprio a se stessa, quindi magari si può verificare che acceda in ospedale, dopo aver effettuato numerose docce in modo da rimuovere dolore , ricordi..e purtroppo anche prove, senza esporre anzi negando la violenza subita.

Alcune donne giungono al pronto soccorso con un vuoto legato a quei terribili frangenti e dopo un tempo variabile.

La tempestività nell’intervenire nei casi di violenza si rende necessario sia per poter seguire i protocolli di prevenzione che di screening, che per la potenziale minore perdita nell’acquisizione dei campioni biologici quali saliva, liquido seminale, etc.

Mai dimenticare che ci si trova di fronte ad una vittima, ma mai dimenticare che per cercare di individuare il colpevole la lucidità, certamente non disgiunta alla conoscenza dei diversi percorsi da seguire, debbono essere sempre presenti .

L’associazione Studiodonne Onlus mette a disposizione dei presidi che intendono usufruire, corsi utili alla formazione del personale.

 

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Come aiutare una donna che subisce violenza?

Aiutare una donna che subisce violenza: da dove iniziare

E’ sempre difficile convivere con il sospetto che una persona a cui vogliamo bene possa essere vittima di violenza.

Possiamo provare stati contrastanti, dalla rabbia al dubbio:  chiediamo se sia giusto intervenire sulla base di un solo sospetto e certe remore aumenteranno se conosciamo oltre che la vittima anche il maltrattante (che ai nostri occhi non ha mai avuto comportamenti violenti).

Affrontare un caso di violenza ci impone di entrare in contatto con emozioni forti, ma anche con i nostri pregiudizi e ci impone una scelta.

I segnali di allarme

Una donna che subisce violenza si può riconoscere da alcuni indicatori:

  • psicologici: una donna che subisce violenza esprime paura, panico, depressione, scarsa autostima, agitazione e colpevolizzazione.
  • fisici: contusioni, bruciature, lividi, aborti spontanei, disordini alimentari
  • comportamentali: isolamento sociale, ritardi sul lavoro, racconti incongruenti

 

Cosa fare

La cosa che possiamo fare è chiederglielo apertamente in un momento di tranquillità. La donna deve sentirsi in uno spazio sicuro.

La donna che subisce violenza tenderà a provare vergogna, temere che il compagno o ex lo possa venire a sapere, avrà paura di non essere creduta.

E importante non fare sentire sola la donna, offrire il proprio aiuto senza giudicare.

Evitare di improvvisare consigli e rivolgiti ai professionisti. Non scordare che si tratta di situazioni pericolose e complesse che potrebbero mettere in pericolo anche te se non gestite bene.

 

Come comportarci

Non mettere in dubbio i racconti e non stupirti se emergeranno sentimenti contrastanti della donna verso il maltrattante;

Ricordale che non esiste alcuna giustificazione per violenze e maltrattamenti;

Cerca di capire da quanto tempo la donna subisce violenza, se c’è stata una escalation e se in casa ci sono delle armi.

Non prendere iniziative senza prima averle concordate con la donna. La tua vicinanza e il  tuo sostegno saranno fondamentali in questo momento;

Una delle paure più grandi delle donne è perdere i figli, solitamente l’uomo violento le minaccia dicendole che le farà perdere i figli. Ricordale che non è una cattiva madre.

Dalle il numero di un centro specifico rassicurandola che lì riceverà aiuto e sostegno.

Gli esperti di Studiodonne Onlus sono a disposizione 24 ore su 24. Contattaci

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La separazione da un uomo violento

Davanti ai tragici fatti di cronaca la domanda è sempre la stessa: si poteva evitare? La vittima poteva salvarsi?

Perchè non ha chiesto aiuto?

La violenza si può prevenire in qualche modo?

Molto spesso la violenza è il fatto eclatante a cui si arriva dopo un lungo percorso di manipolazioni.

I campanelli di allarme ci sono e li abbiamo già trattati in questo articolo, la cosa importante è riconoscerli. 

Difficile stilare l’identikit del violento, non esistono fasce culturali e sociali di riferimento. La violenza riguarda tutti come suggerisce il criminologo Duccio Scatolero in questo articolo.

Si può guarire dalla violenza?

Si, chiedendo aiuto e facendosi aiutare. Il progetto #perteuomo promosso dalla nostra Associazione applica il metodo dei 12 passi già utilizzato dagli Alcolisti Anonimi in più di 160 paesi al mondo.

Diversi uomini sono riusciti a uscire dalla spirale della violenza con un percorso di consapevolezza.

 L’ossessione

Come abbiamo detto, la violenza solitamente è il fatto eclatante. Ma l’atto violento solitamente è preceduto da una serie di campanelli d’allarme ignorati o sottovalutati dalla vittima.

La separazione da un uomo violento è generalmente difficile e tortuosa. 

Generalmente il maltrattante dopo la prima manifestazione violenta, tenta di riconquistare la donna con false promesse, gesti eclatanti e folli regali.

Dopo una prima violenza, ne seguirà un’altra. 

L’uomo violento entra poi nelle vesti del bisognoso giocando sul senso di colpa che prova la vittima nel lasciarlo solo.

Il processo di separazione quindi è difficile e tortuoso, molto spesso la donna tenterà di tornare sui suoi passi, di dare al violento un’altra chance.

Dietro molte storie di violenze psicologiche, economiche, fisiche si nascondono infinite solitudini delle vittime che faticano a denunciare, a chiedere aiuto.

La paura cresce, si abbassa l’autostima, si sottovaluta il pericolo, ci si sente giudicate, sale la vergogna, si tende a tenere tutto per sè.

L’importanza di chiedere aiuto

In casi di violenza è fondamentale chiedere aiuto. Per questo abbiamo attivato la chat anonima per dare la possibilità a tutte/i di contattarci, di chiedere aiuto, di non sentirsi più soli.

 

 

 

uomo violento

Come riconoscere un uomo violento

Uomo violento: come si riconosce?

 L’amore non è mai violenza e chi ci fa credere che tramite la violenza ci ama di più va allontanato immediatamente

Nonostante i centri di ascolto e aiuto per le vittime e un aumento dell’azione punitiva voluta dalla legge sul femminicidio il terribile trend della violenza di genere non tende a diminuire, anzi.

La violenza è trasversale, non è collegata nè ad una condizione economica che culturale. Spesso gli autori di violenza sono uomini colti ma emotivamente immaturi con un problema con il “controllo”.

I maltrattanti non si presentano da subito come violenti, anzi. Si presentano  come una sorta di principe azzurro.

All’inizio della relazione tenderanno a coprire la donna di regali, attenzioni e sorprese.

Ma questo è solo l’inizio perchè pian piano con la confidenza tenderanno a mostrarsi per quello che realmente sono.

Inizialmente l’estrema attenzione può essere frainteso con il bisogno irrefrenabile di controllo.

Facciamo un esempio concreto: mandare innumerevoli messaggi può essere letto come un gesto di attenzione ma potrebbe celare un bisogno di controllo dell’autore di violenza.

Sapere sempre dove e con chi è la donna, cosa fa, che posti frequenta.

Ovviamente questo è solo un esempio e non tutti gli uomini abituati a mandare molti messaggi sono per questo violenti.

L’uomo violento, tenderà a mutare quei comportamenti iniziali da principe azzurro in denigrazione, screditamento, violenza tutte le volte che la donna non si comporta come lui vorrebbe.

 

Le giustificazioni dell’uomo violento

Solitamente alla prima manifestazione di violenza che lascia senza fiato la vittima, ci sono delle frasi e delle scuse ricorrenti:

amore scusa ero arrabbiato non volevo

amore scusa ho fatto una cosa terribile non succederà mai più

amore devi capirmi, mi hai provato e io ho sbagliato

ho fatto questo perchè mi hai fatto arrabbiare, chiunque mi darebbe ragione

 

Gli uomini violenti fanno sentire così in colpa la vittima e responsabili della violenza subita. La donna comincia a perdere fiducia in sè stessa e sentendosi in colpa minimizza o nasconde il problema.

Come salvarsi da un uomo violento

La violenza si combatte rompendo il silenzio. Parlando e chiedendo aiuto ad associazioni come studiodonne onlus.

 

 

Combattere la violenza contro le donne occupandosi dei maltrattanti

​Per sconfiggere la violenza contro le donne non bastano le leggi. E’ il triste dato che abbiamo sotto gli occhi.

I dati parlano chiaro, le violenze nei primi sei mesi dell’anno in corso sono aumentate di circa il 30% in più rispetto allo scorso anno.
Ad uccidere sono quasi sempre, compagni, mariti o ex.
Sia chiaro, una legge ad hoc è importante ma da sola non basta a fermare questo dilagante ondata di violenza.
Un altro dato è altrettanto evidente nel nostro Paese: sono ancora troppo pochi i progetti e i servizi volti al recupero degli uomini violenti.
Sono ad oggi 25 i centri in tutta Italia dedicati ai maltrattanti, per lo più ubicati al centro – nord e sono ancora troppo pochi.

Perché è importante occuparsi di uomini maltrattanti

E’ importante occuparsi di  uomini maltrattanti perché solitamente il comportamento violento si ripete.
La violenza è uno schema che si ripete e purtroppo a  cambiare sono solo i nomi delle vittime.
Quindi occuparsi e attivare percorsi di recupero rivolti ai maltrattanti significa prevenire la replicabilità di un atteggiamento violento.
Significa proteggere altre possibili vittime e nel contempo aiutare i maltrattanti ad uscire dalla spirale della violenza.
A questo link puoi ascoltare l’intervista dell’Avv. Maria Luisa Missiaggia in diretta a Radio Incontro Donna fm 96.8 in cui spiega il motivo per cui ha deciso di fondare studiodonne onlus.
La mission di studiodonne onlus è chiara: aiutare le donne occupandosi del recupero degli uomini violenti.
Il progetto specifico è #perteuomo. Nel sito è attiva una chat anonima attiva h24 a cui gli uomini violenti possono rivolgersi.

Obiettivo 5 dell’Agenda 2030 della Nazioni Unite: Parità di Genere

Il quinto obiettivo dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite vede come traguardo non solo la parità di genere ma anche l’eliminazione di ogni forma di violenza sia nella sfera privata che in quella pubblica.
Il mancato raggiungimento del quinto obiettivo rischia di avere una terribile ricaduta sugli altri 16 obiettivi.
 
12 passi

12 passi per combattere la violenza contro le donne

12 passi per combattere la violenza contro le donne

 

Il metodo dei 12 passi nasce con gli Alcolisti Anonimi ed è oggi diffuso in più di 160 paesi.

L’associazione Alcolisti Anonimi nasce nel 1935 dall’incontro di due ex alcolisti che, per mantenere la propria sobrietà, hanno dato vita ad AA, un’associazione di mutuo aiuto dove chi ha smesso di bere, per mantenersi sobrio, aiuta chi ha difficoltà ad uscire dalla dipendenza.

I 12 passi, sono 12 fasi, un programma di recupero, un percorso spirituale ma anche un cambiamento di stile di vita.

Con il tempo il metodo dei 12 passi è stato esteso anche ad altri tipi di dipendenza: ludopatia, bulimia, dipendenza da sostanze stupefacenti.

Da questa premessa nasce la volontà dell’Associazione Studiodonne di applicare il metodo dei 12 passi agli uomini violenti grazie al progetto #perteuomo

 

I 12 PASSI

I primi tre step: l’affidarsi

  1. Abbiamo ammesso di essere contro per la violenza e che le nostre vite erano diventate ingestibili.
    2. Ora crediamo che un Potere più grande di noi stessi potrebbe riportarci alla sanità mentale.
    3. Abbiamo preso la decisione di trasformare la nostra volontà e le nostre vite in affidamento a Dio quando abbiamo creduto in Dio.

Quarto, quinto, sesto, settimo: guardare dentro sé stessi

  1. Abbiamo Realizzato un inventario morale di ricerca senza paura di noi stessi.
    5. Abbiamo Ammesso a Dio, a noi stessi e ad un altro essere umano la natura esatta dei nostri torti.
    6. Siamo completamente pronti ad avere Dio rimuovere tutti questi difetti di carattere.
    7. Umilmente abbiamo chiesto a Dio di rimuovere i nostri difetti.

Ottavo, nono, decimo, undicesimo, dodicesimo: L’ammenda e il recupero

  1. Abbiamo fatto una lista di tutte le persone che abbiamo danneggiato, e siamo diventate disposte a fare ammenda a tutti loro.
    9. Abbiamo fatto delle ammende dirette a tali persone, laddove possibile, eccetto quando farlo ferirebbe loro o altri.
    10. Abbiamo continuato a fare l’inventario personale e quando abbiamo sbagliato lo abbiamo ammesso immediatamente.
    11. Abbiamo Ricercato attraverso la preghiera e la meditazione per migliorare il nostro contatto cosciente con Dio, come abbiamo creduto in Dio, pregando solo per la conoscenza della volontà di Dio per noi e il potere di portarlo avanti.
    12. Avendo avuto un risveglio spirituale come risultato di questi Passi, abbiamo cercato di portare questo messaggio agli altri e di praticare questi principi in tutti i nostri affari.